Al piano terra dell'edificio padronale di Sarna si conservano ancora antichi botti e tini utilizzati per produrre il vino.La cantina della fattoria ha ancora il pavimento in terra battuta ed il soffitto sostenuto da travi in legno tipico delle cantine toscane.
Il metodo toscano tradizionale di fare il vino prevedeva prima la spremitura dell'uva nei tini per la fermentazione ed il successivo travaso nelle botti.
Il metodo toscano tradizionale di fare il vino prevedeva prima la spremitura dell'uva nei tini per la fermentazione ed il successivo travaso nelle botti.
Le vinacce residue invece, venivano raccolte dal fondo del tino e venivano poste, in una gabbia di legno detta strettoio (foto a sin.), nella quale erano poi spremute azionando a mano la vite dello strettoio. Si otteneva così quello che veniva chiamato "vino stretto".
Le vinacce spremute subivano poi un'ulteriore lavorazione, perchè servivano per fare il cosiddetto "vinello" o "acquerello":
alle vinacce si aggiungeva dell'acqua e vi si lasciavano a mollo per quindici giorni. Si otteneva una bevanda frizzante, poco alcolica e di color roseo, che dopo esser stata travasata poteva esser bevuta durante l'inverno in sostituzione del vino.

Nessun commento:
Posta un commento